Il 19 gennaio 2026, presso l’Istituto Pascale di Napoli, si è tenuto un evento di grande rilievo dedicato alla radioterapia oncologica, ripercorrendone cinquant’anni di evoluzione scientifica e tecnologica. Per l’occasione si sono riuniti alcuni dei principali esperti del settore, convocati dal dott. Paolo Muto, presidente della Fondazione Muto, con l’obiettivo di riflettere sul ruolo centrale di questa disciplina nel trattamento del tumore e sul suo straordinario percorso di sviluppo.
L’evento è stato aperto dal dott. Paolo Muto, che ha condiviso con il pubblico una riflessione sull’evoluzione della radioterapia nel corso degli ultimi cinquant’anni.
Dagli esordi, quando il trattamento del tumore rappresentava un ambito ancora incerto e fortemente sperimentale, la radioterapia ha compiuto un salto qualitativo decisivo, trasformandosi da pratica rudimentale in una branca altamente sofisticata e precisa dell’oncologia moderna. Se in passato le radiazioni venivano somministrate in modo relativamente generico, con tecnologie limitate e margini di sicurezza molto ampi, oggi la radioterapia è in grado di colpire il tumore con elevatissima precisione, riducendo in modo significativo il coinvolgimento dei tessuti sani circostanti.
Il presente di questa disciplina è particolarmente significativo: attualmente, alcuni tipi di tumore possono essere trattati in sole cinque sedute, rispetto alle trenta o quaranta necessarie fino a pochi decenni fa. Un risultato che testimonia un progresso non solo tecnologico, ma anche biologico, reso possibile da una comprensione sempre più approfondita della malattia e dalla definizione di protocolli terapeutici più efficaci e meno invasivi.
Nel corso dell’evento è stata inoltre proposta una panoramica storica delle tecniche radioterapiche, partendo dalle scoperte pionieristiche di Wilhelm Röntgen fino ad arrivare alle metodologie oggi in uso. Dall’impiego del Cobalto-60 negli anni Sessanta si è progressivamente giunti agli attuali acceleratori lineari, protagonisti di una trasformazione radicale nel modo in cui le radiazioni vengono generate, direzionate e adattate alle caratteristiche specifiche di ciascun paziente, con una precisione ormai millimetrica.
Oggi la radioterapia si avvale di tecniche avanzate come la IMRT (radioterapia a intensità modulata) e la IGRT (radioterapia guidata dalle immagini), mentre l’introduzione della SBRT (radioterapia stereotassica) ha consentito lo sviluppo di protocolli estremamente efficaci. In questi casi, trattamenti ad altissima precisione vengono erogati in poche sedute, offrendo risultati comparabili a quelli della chirurgia, ma con un impatto decisamente meno invasivo per il paziente.
Il futuro della radioterapia si orienta verso l’utilizzo di macchinari sempre più evoluti, capaci di “scolpire” la dose di radiazione in modo adattivo e personalizzato, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente la qualità della vita post-trattamento e ridurre l’insorgenza di eventuali complicanze.
Un elemento che ha reso l’evento particolarmente significativo è stato il ricordo del prof. Vincenzo Muto, figura storica di primo piano nella medicina oncologica napoletana.
Nato nel 1919, il prof. Muto fu medico e radiologo di grande rigore scientifico; prestò servizio in diversi ospedali della città e, fino alla sua scomparsa nel 1976, ricoprì il ruolo di primario della divisione di radiologia dell’Istituto dei Tumori “Pascale” di Napoli.
Un lascito che vive oggi non solo nella memoria, ma nell’impegno concreto della Fondazione Muto, che continua a rappresentare un ponte tra tradizione e innovazione, promuovendo ricerca, formazione e sviluppo scientifico a beneficio della medicina del futuro.
L’anniversario e l’evento a esso collegato hanno permesso di ribadire il ruolo centrale della radioterapia come strumento terapeutico fondamentale in ambito oncologico, evidenziandone l’efficacia come risultato dell’integrazione tra tecnologie avanzate e competenze altamente specialistiche.
L’evoluzione della radioterapia è un esempio emblematico di come ricerca, innovazione e dedizione professionale possano contribuire in modo concreto a migliorare la qualità della vita dei pazienti, offrendo trattamenti sempre più mirati ed efficaci.
Un’evoluzione che non si intende interrompere e che, come Fondazione Muto, si desidera sostenere attraverso un impegno costante nella promozione della ricerca e della formazione: due pilastri fondamentali per il progresso medico e per la costruzione di un futuro migliore.
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